La performance della vacanza
Come rovinare un momento piacevole
Il tempo è un concetto relativo, direbbe la bio di Einstein se avesse un account su Instagram.
Non so come Albert vivesse la settimana prima dell’inizio delle vacanze, ma a me pare lunghissima!
Sul lavoro, palleggi dalla volontà di chiudere più cose possibili all’indolenza di un commesso che vede entrare un cliente a cinque minuti dalla chiusura.
A casa completi gli ultimi incastri delle figlie e programmi il tuo abbigliamento con l’unico obiettivo di non sporcare gli indumenti da mettere in valigia.
La sera, annoiato davanti ad un catalogo Netflix in perdita come le sue azioni, fai il conto alla rovescia e l’elenco dei possibili imprevisti che vorresti prevenire.
In tutto ciò, ci accompagnano una simpatica calura e le storie di WhatsApp di quelli che sembrano essere in vacanza in modo ininterrotto dalla prima settimana di Giugno.
Sta di fatto che quando leggerai queste righe - se tutto va bene - saremo arrivati a destinazione: l’Isola d’Elba.
Se cerchi su Google le parole “Isola” “d’Elba” “ Agosto”, esce un thread su Reddit dal titolo “Ma sei matta?”.
C’è chi andrà a controllare, e chi mente.
Vacanza lunga e temeraria
Quest’anno si è deciso che una settimana di vacanza non era sufficiente: ci siamo regalati tre giorni aggiuntivi.
Hai presente quella sensazione di gioia mista a malinconia quando arrivi in un villaggio al sabato e sei felicissimo per te, ma poi vedi le persone che se ne vanno con la valigia e stai già pensando che fra una settimana tu sarai in quella posizione?
Dopo dieci giorni di villaggio, condivisione di un bungalow di 5 metri quadri, baby dance serali e richieste di gelato ogni mezzora, beh credo che la malinconia verrà meno.
Come hai dedotto, ripetiamo l’esperienza del villaggio. Ti lascio qui il resoconto dell’anno scorso, se hai voglia di un ripasso delle mie avventure vacanziere.
Scegliere l’Isola d’Elba in agosto sembra una follia: da come la descrivono, sembra ci sia una densità di persone che avvicina quella di Macao, corroborata da prezzi folli, spiagge e parcheggi inaccessibili.
Una vacanza all’insegna del relax, si potrebbe dire. Ma il ventaglio delle scelte è stato ben scandagliato:
Montagna: no. Camallare figlie lungo i sentieri è una punizione che non ci meritiamo; magari quando crescono.
Mar Adriatico: no. Già dato, belli i servizi, ma il mare proprio no, a meno che tu non abbia neonati.
Numana: fatto.
Corsica: fatto.
Sardegna: fuori budget.
Puglia, Sicilia, Calabria: ad agosto, con il gasolio a due euro e l’incertezza dei voli?
Liguria: non considerabile nella voce “vacanza”, in quanto meta natia in cui torniamo spesso anche d’estate.
Estero: bambine troppo piccole e genitori troppo pigri, ma i tempi stanno maturando. (Ok, la Corsica è da considerare come estero).
Ti sfido a trovarmi un’alternativa a questa disamina così argomentata.
Cercare il pelo nell’uovo
Una delle mie attività preferite prima di partire per le vacanze è… rovinarmele.
Sì, ho questo senso di masochismo nel cercare le recensioni del villaggio, nonostante sia già prenotato da mesi, delle spiagge, dei servizi e di tutto quello che potrei trovare in vacanza.
Di solito il leitmotiv è questo:
villaggi sempre carini, ma da ristrutturare
animazione sempre bellissima, ma solo se confermano l’agenzia dell’anno scorso
mare sempre comodo se ti danno il bungalow ai piedi della collina, scomodo se è in cima (eh, grazie)
ristoranti molto carini, ma alza il plafond della carta
Ad un certo punto, ho dato in pasto tutto a Claude e siamo giunti ad una conclusione (pensa, ci voleva l’intelligenza artificiale).
Mi metto problemi e limiti tutto l’anno, perché alzo sempre quella maledetta asticella delle aspettative: lo devo fare anche in vacanza?
Il punto è questo, e magari ti ci ritrovi anche tu.
Andiamo a mille all’ora da settembre ad agosto; magari ci concediamo qualche ponte e approfittiamo del periodo natalizio; ci ritroviamo in estate, con il desiderio di bere una pozione magica, sotto forma di vacanza, che ci ripaghi di tutti gli sforzi, ci rilassi, ci diverta, ci lasci bei ricordi e una abbronzatura dorata.
Quindi rischiamo di vivere ogni attimo col mito del performare e con quel countdown mentale in cui i giorni utili per stare bene diminuiscono più in fretta del previsto.
Non sono vacanze. È solo un proseguo della nostra routine, applicata in un luogo e in una circostanza diversi.
E quindi?
Abbassare le aspettative
Mi faccio questa promessa: svacco totale.
Perdiamo il traghetto? Prendiamo il prossimo. Il bungalow fa schifo? Passeremo più tempo in giro. Le spiagge sono affollate? Faremo il bagno con le bambine e poi cambieremo posto. L’animazione è opprimente? Mi leggo Pensieri lenti e veloci di Kahneman, e allontano tutti. Il ristorante è troppo caro? Ci andremo una volta in meno, ma quando ci andiamo non facciamo prigionieri.
Insomma ci roviniamo già la vita durante l’anno, cerchiamo di prenderci una vera vacanza.
Una vacanza dalla parte più severa e pretenziosa di noi
Non servono aerei, hotel a cinque stelle o il mare delle Maldive. Serve un po’ di disciplina a lasciare andare le briglie. Sembra un ossimoro, ma mi fa già sentire più leggero.
Genitori Instabili si prende una pausa di almeno due settimane! Ci rivediamo a fine agosto: buone vacanze (senza pretese) a tutti!
Alla prossima!
Crediti: se non esplicitati, le immagini sono prese a titolo gratuito dal sito pixbay, tenor, generate con Ideogram, ChatGPT, Bing AI Creator o di produzione personale




La stessa performance la vedo spesso applicata ai soldi delle vacanze: si spende non per il piacere ma per dimostrare (a sé stessi prima che agli altri) che ce lo si può permettere, la stessa ossessione di controllo travestita da relax. La disciplina di cui parli, lasciare andare le briglie, coi soldi sarebbe: decidere un budget prima di partire e poi davvero non guardarlo più finché non si torna.
Buone vacanze!😎